Conobbi per la prima volta Ferruccio Pisoni in un incontro dei giovani di Azione Cattolica presso l’oratorio del Duomo di Trento. Si facevano riunioni settimanali di formazione e l’animatore era il cappellano della parroccha del Duomo don Dario Torboli, Luciano Margoni era il nostro responsabile, primi anni Sessanta. Nel programma un incontro veniva fatto sul sindacato, relatore Giuseppe Mattei della CISL e un altro sulla politica con Ferruccio Pisoni. Era il Presidente della sezione trentina dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC). Non era facile interessare diciottenni alla politica, neppure allora, ma Ferruccio Pisoni fu così bravo, trasparente, motivato, da convincerci che era importante per un cristiano l’impegno politico. Ci parlò anche della Democrazia Cristiana, come Mattei ci aveva parlato della CISL. Qualcuno più tardi parlò di collateralismo fra DC e associazioni cattoliche. Più che di collateralismo si trattava di realizzare quanto il magistero ecclesiale insegnava a proposito dell’impegno dei laici “nel mondo”. Ricordo il concetto di “consecratio mundi” proposto da PIO XII e che troverà espressione, pur con altri termini, anche in documenti conciliari del Vaticano II, come la Gaudium et Spes.

Si stabilì in quell’occasione un rapporto di amicizia fra giovani di Azione Cattolica e Ferruccio Pisoni, cosicché quando fu proposto come candidato della DC alla Camera (era se non erro il 1968) divenne il nostro candidato da sostenere, con lo stesso entusiasmo con il quale sostenemmo il “nostro” Antonio a Beccara, dell’Azione Cattolica, nelle elezioni regionali. Era don Valentino Felicetti, anch’egli da poco scomparso, l’anima dei giovani di Azione Cattolica in diocesi in quegli anni. Il rapporto di amicizia continuò anche nelle successive elezioni e nelle elezioni europee, sempre con buoni risultati, anche se fu l’Unione Contadini trentina e poi la Coldiretti nazionale, specie per le europee, a fornire la sua base elettorale più consistente.

Ritrovai Ferruccio Pisoni, alla fine dei suoi mandati parlamentari, nella Trentini nel Mondo. Era stato il dott. Bruno Fronza, Presidente, a propormi rappresentante della Trentini nel Mondo nella Consulta per l’Emigrazione istituita dalla Provincia Autonoma di Trento, forse anche in ragione di qualche studio sull’emigrazione trentina che avevo fatto. Dopo una vita da Presidente e infiniti viaggi per vistare gli emigrati in Europa e nelle Americhe, potenziando l’Associazione Trentini nel Mondo anche grazie al sostegno della legge provinciale sull’emigrazione, Bruno Fronza lasciò l’incarico e gli subentrò Ferruccio Pisoni. Ebbi così occasione di reincontrarlo nelle Assemblee dell’Associazione. Il suo impegno è stato enorme, avendo assunto l’Associazione il ruolo di attrice dei programmi di sostegno della Provincia alle comunità di emigrati in difficoltà, particolarmente in America Latina. Era una modalità di intervento ispirato al principio di “sussidiarietà” orizzontale, da me a ed altri fortemente sostenuto nei confronti della Provincia, tentata di organizzare una sua presenza diretta, specie con la Presidenza di Mario Malossini, esponente di punta della DC. Questi si convinse, anche per ragioni pratiche (troppa burocrazia per un’attività esercitata da un ente pubblico in Argentina o in altri stati sud-americani), ma non solo e così ricaddero sulla Trentini nel Mondo le difficoltà organizzative, che assorbirono moltissimo l’impegno di Ferruccio Pisoni, esponendolo, con altri, anche a denunce e a indagini giudiziarie dalle quali uscì con il riconoscimento della correttezza sempre avuta, pur con la difficoltà dell’operare in contesti difficili. A Ferruccio Pisoni, persona mossa sempre solo da ideali, pesarono queste vicende e lasciò la Presidenza. Sotto la sua Presidenza la Trentini nel Mondo ha anche modificato il suo Statuto. Tra i soci fondatori c’era la Democrazia Cristiana, che aveva titolo a nominare nel Consiglio di Amministrazione un suo rappresentante.

Ferruccio Pisoni non volle riconoscere che in Trentino la DC era continuata, senza soluzione di continuità, attraverso regolari Congressi, prima con il Partito Popolare del Trentino, trasformato poi in Cristiani Democratici Uniti del Trentino e questi in Il Centro-Unione Popolare Democratica e infine in Centro Popolare. Fu un motivo di contrasto con Pisoni, che non è più stato ricomposto, pur rimanendo un rapporto personale cordiale.

Lo rividi da ultimo in un’Assemblea degli ex-parlamentari della regione. Seppi poi delle difficoltà di salute, ed ora della sua scomparsa. Egli è stato un cattolico che sentiva la responsabilità sociale e politica e ha svolto con equilibrio e capacità i vari ruoli cui è stato chiamato, da democratico cristiano esemplare. La riattivata Democrazia Cristiana lo ricorda con riconoscenza.

Dicembre 2020

Renzo Gubert

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