È un pomeriggio di gennaio, molto  freddo. Il sole sta declinando in un tramonto spettacolare, facendo capolino, con giochi di luce, tra lo zigzagare di nuvole che rapidamente mutano densità e forma fino a diventare evanescenti, mentre la gente, in quest’ultimo scampolo di festività natalizie, quest’anno dense di tristezza e molta sobrietà, è affaccendata agli ultimi acquisti per i doni dell’Epifania, mentre all’orizzonte si preannunciano nuovi lockdown che, chissà, nonostante l’arrivo del primo vaccino, per quanti mesi ancora ci accompagneranno.

Il clima politico è invece particolarmente surriscaldato ed in forte fermento con il premier Conte bersaglio di un plateale attacco da parte di Matteo Renzi, non nuovo a queste incursioni da “ partito di lotta e di governo” (ci ricorda Bertinotti nel primo governo Prodi, ma qui a posto delle piazze si fa tutto più comodamente sui media) che ha come principale focus l’insoddisfacente bozza di riparto del Recovery plan, predisposto dal governo.

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